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29/09/2026

Arbe Robotics chiude un aumento di capitale da 15 milioni di dollari per il radar automobilistico e l'ingresso nella difesa

Il produttore di radar di Tel Aviv ha venduto azioni e warrant prefinanziati a circa 0,60 dollari ciascuno. I fondi serviranno a un programma di auto di livello 3 con un grande costruttore e all'espansione nei sistemi anti-drone.

Arbe Robotics, l'azienda di Tel Aviv che sviluppa radar per immagini ad alta risoluzione, ha chiuso il 28 settembre 2026 un'offerta diretta registrata con sottoscrizione garantita da circa 15 milioni di dollari lordi, tre giorni dopo averla annunciata.

La società ha venduto 833.334 azioni ordinarie a 0,60 dollari ciascuna e warrant prefinanziati per un massimo di 24.166.666 azioni a 0,5999 dollari ciascuno, con prezzo di esercizio di 0,0001 dollari. I warrant si possono esercitare subito e non scadono finché non vengono usati. Quasi tutto il capitale arriva quindi tramite warrant e non con azioni emesse subito. L'operazione è stata guidata da AWM Investment Company, che gestisce i fondi Special Situations, insieme a un altro investitore istituzionale; Canaccord Genuity è stato unico bookrunner. I titoli sono stati venduti con un prospetto F-3 in vigore da giugno 2025.

Arbe dice che il ricavato netto servirà al capitale circolante e alla crescita delle attività. Indica tre utilizzi: la recente scelta del suo radar per un programma di guida automatizzata di livello 3 di uno dei maggiori gruppi automobilistici al mondo, l'ingresso previsto nei mercati della difesa e dei sistemi anti-drone ed eventuali acquisizioni. La società, quotata al Nasdaq e alla Borsa di Tel Aviv con il simbolo ARBE, ha uffici anche negli Stati Uniti, in Germania e in Cina.

Il prezzo per azione, ben sotto il dollaro, e il ricorso a un'offerta diretta invece che a un collocamento più ampio indicano una piccola azienda che ha bisogno di capitale per arrivare ai volumi di produzione con i costruttori d'auto. Secondo Investing.com, il titolo ha perso circa il 5,5% nel giorno dell'annuncio della chiusura.

Il passaggio alla difesa segue una strada già presa da altri produttori di sensori nati nell'automotive: i sistemi anti-drone sfruttano la stessa capacità di individuare oggetti piccoli a grande distanza, e gli acquirenti pubblici pagano più in fretta dei programmi automobilistici, che richiedono anni per passare dalla selezione alla produzione in serie.

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